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VERONAtime - Rubrica VOX (numero di Dicembre/Gennaio - 42/2008)
In Ciak… si canta, l’Ecclesia Nova rivisita le colonne sonore più significative
IL CANTO DEL GRANDE SCHERMO
un coro che si muove, affascina, conquista
E’ un concerto bellissimo, questo Ciak… si canta. Di più: uno spettacolo completo, godibile e curato sotto ogni aspetto. Non solo musica e canto per la delizia delle orecchie, ma anche costumi, coreografie, luci per l’appagamento della vista e del cuore. Se ne esce, insomma pienamente soddisfatti e convinti. Chi afferma che il mondo corale non ha più nulla da dire si sbaglia di grosso.
Protagonista della messa in scena è l’ Insieme Corale Ecclesia Nova, un coro che si muove (e ci voleva!, brava la coreografa Tatiana Cazzadori), affascina, cattura, conquista. Vivace e mai sguaiato, “allegro ma non troppo”… Tecnicamente il risultato è sorprendente. Convincente assai per la pulizia del suono e la ricerca espressiva, praticamente perfetto per quanto riguarda l’intonazione. Pure efficace ed equilibrato l’utilizzo dei bravissimi solisti.
E d’altra parte non sarà certo un caso se nel recente 5° Festival della Coralità Veneta, organizzato dall’ASAC lo scorso ottobre proprio qui a Verona, formazione e direttore han fatto man bassa di premi (- premio speciale per la scelta della composizione d’autore ritenuta più interessante - premio speciale per il miglior direttore, «distintosi per particolari doti tecnico-interpretative» - primo posto nella categoria “Repertorio Polifonico d’autore sacro e/o profano” - Gran Premio del Festival)…
Il direttore, appunto. Giovanissimo e promettente, l’entusiasta Matteo Valbusa sta conducendo per mano i suoi cantori alla ricerca della perfezione. E’ pur vero che l’aiuto del Maestro Mario Lanaro, che l’ha sostituito nel ruolo di direttore ospite alla guida del coro lo scorso anno, durante un suo lungo periodo di studio all’estero (in Finlandia, presso l’accademia Sibelius), potrebbe aver lasciato un’impronta non indifferente ma, si sa, un coro è una realtà complessa, una materia in perenne divenire e una buona mano da sola non basta a imprimere la “svolta”. Ci vogliono i coristi, la materia da plasmare, la “stoffa” per l’abito che si ha in mente. Allora sì che l’artista, il sarto, riesce nell’impresa creativa. Di questo, probabilmente, va reso merito non solo ai direttori, ma anche ai coristi tutti, nessuno escluso.
Il programma dello spettacolo è ricco, completo e variegato. E’ suddiviso in tre grandi blocchi (Walt Disney, il Musical, i Film), intermezzati da letture (Mara Asmundo) e momenti musicali strumentali (con il violino di Silvia Bisin e il pianoforte dell’ottimo Federico Donadoni) ad accompagnare alcune coreografie della solista Valentina Dolci. La scelta dei brani è quantomai azzeccata e strizza l’occhiolino ai nostri ricordi, riportando a galla memorie sopite della nostra infanzia (e non solo). Gli arrangiamenti corali del Maestro Lanaro sono, come al solito, impeccabili: delicati, incisivi quando serve, sempre e comunque dei piccoli capolavori compositivi.
E’ palese l’invito a non mancare, di sicuro non ve ne pentirete!
Luciano LORINI
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L’Arena, 04/12/2008
Poker di premi all’Ecclesia Nova
BOSCOCHIESANUOVA. Si è imposta al Festival della coralità veneta
Quattro i riconoscimenti ottenuti dal gruppo
L’Insieme corale Ecclesia Nova si è imposto su diciassette cori provenienti da tutto il Veneto, che hanno dimostrato il livello sorprendentemente alto della coralità di casa nostra al concorso regionale «5° Festival della coralità veneta». Ben quattro riconoscimenti sono andati al gruppo di Boscochiesanuova diretto dal maestro Matteo Valbusa nel concorso organizzato dall’Asac, conclusosi con la serata di gala all’auditorium della Gran Guardia, alla presenza di un folto pubblico e dei presidenti Alessandro Raschi di Asac Veneto e Sante Fornasier di Feniarco, la Federazione nazionale dei cori. La giuria, composta dai maestri Fabrizio Barchi, Elena Camoletto, Stojan Kuret, Marina Malavasi, Guido Messore e Mauro Zuccante, ha riconosciuto all’Insieme Corale Ecclesia Nova quattro premi, tra cui i due più importanti: premio speciale per la scelta della composizione d’autore più interessante (O sacrum Convivium, di Pier Damiano Peretti) e premio speciale per il miglior direttore, «distintosi per particolari doti tecnico-interpretative», consegnato al maestro Matteo Valbusa.
Il palmares si è arricchito con il premio per il coro primo classificato nella categoria Repertorio polifonico d’autore sacro e/o profano e il Gran Premio del Festival della coralità veneta, riconoscimento assoluto del concorso. Il repertorio presentato dal coro di Bosco era dedicato alla musica sacra e comprendeva due brani rinascimentali e due contemporanei. Il primo, Laudate Dominum omnes gentes, di De Victoria, nella sua architettura di otto voci strutturate in due cori battenti ha svelato le qualità di intonazione e potenza del coro. Nel salmo Sicut cervus di Da Palestrina, il direttore ha scelto di far cantare solo un piccolo gruppo di 12 cantori, alleggerendo lo spessore sonoro del gruppo e mostrando le più interessanti particolarità della scrittura rinascimentale. Il coro ha saputo dare il meglio di sé anche nella musica contemporanea nel brano O sacrum convivium di Peretti per cinque voci, di notevole difficoltà, eseguito con precisione. L’esibizione dell’Insieme corale Ecclesia Nova si è conclusa con l’esuberante brano in stile jazz Omnes gentes plaudite manibus, dello sloveno Ambroz Copi, per otto voci, in cui ha dimostrato precisione ritmica e di intonazione.
Il risultato ottenuto permette al coro di partecipare al concorso nazionale di Vittorio Veneto di maggio, uno dei migliori palcoscenici della coralità. E mentre si prepara per questo appuntamento, il sodalizio festeggia questo importante traguardo dimostrando di saper crescere, per nulla intimorito dalla competizione con compagini di fama nazionale e ben più blasonate.
Vittorio Zambaldo